Infanzia e adolescenza
[la psicoterapia per bambini e adolescenti]

Nell’arco del mio percorso professionale – anche in quello personale, perché sono padre di due bambini – mi sono affacciato al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, sia da un punto di vista scolastico che presso il mio studio privato.

Il rapporto di cura con un bambino è stupefacente, avviene attraverso canali che il mondo degli adulti difficilmente comprende. Spesso le sedute si svolgono attraverso disegni e giochi. Questi sono i linguaggi che si sostituiscono alle parole e che hanno bisogno di essere raccontati. La disponibilità all’ascolto e all’accoglienza in tutti gli ambiti del nostro lavoro è imprescindibile, ma quando si ha a che fare con i bambini spesso sembra l’unica cosa necessaria. In realtà insieme a questa si accompagna la necessità di comprendere una serie di significati che si mostrano attraverso il tipo di rapporto che si instaura, oltre che al gioco, al disegno e ai racconti di storie o sogni.

Gli adolescenti spesso vengono portati controvoglia, i genitori si preoccupano per le loro condotte o per il loro umore e cercano un aiuto. I ragazzi però difficilmente sentono il bisogno di un aiuto dal mondo degli adulti, stanno piano piano maturando la propria identità e la possibilità di farcela da soli. Riuscire a trovare un canale comunicativo che li faccia sentire in grado di sostenere la responsabilità di diventare autonomi e al contempo la necessità di essere ancora dipendenti può essere la chiave per instaurare un buon rapporto di fiducia, che è il primo passo per tentare di alleggerirne il peso esistenziale.

Sia nel caso del bambino che dell’adolescente (fino alla maggiore età), ogni tipo di trattamento può avvenire solo in seguito ad un colloquio preliminare con entrambi i genitori in cui venga firmato il modulo per il consenso informato per i minori. È concessa la presenza e la firma di un solo genitore soltanto nel caso di affidamento esclusivo.

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