Psicologia e psicoterapia analitica
[psicologo o psicoterapeuta, un po’ di chiarezza]

Spesso le persone non hanno chiara quale sia la distinzione tra psicologo e psicoterapeuta, tra psicologia e psicoterapia e tra psicoterapia e psicoterapia analitica.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza nel modo più divulgativo e sintetico possibile:

• Lo psicologo è laureato in Psicologia ed è stato abilitato alla professione in seguito al superamento dell’Esame di Stato: è uno studioso della materia, può occuparsi di Psicologia del lavoro come di Psicologia scolastica e disturbi dell’apprendimento; di interventi di progettazione nel sociale come di valutazione diagnostica anche mediante l’uso di test; può ricevere privatamente e offrire consulenza e sostegno psicologico, oppure essere un ricercatore.

• Lo psicoterapeuta è un medico o uno psicologo che ha conseguito un diploma di specializzazione quadriennale post-lauream in psicoterapia.

• La psicoterapia ha la peculiarità di contenere in sé l’aspetto della cura. Lo psicoterapeuta quindi parte da un approccio che ha come intento la cura, anche se, all’interno del vasto mondo degli approcci psicoterapeutici, il concetto di cura si declina in modi molto diversi e spesso quasi antitetici. La maggior parte delle psicoterapie si concentra soprattutto sui sintomi e sulle tecniche per la riduzione o estinzione degli stessi; in questo caso lo psicoterapeuta ha un ruolo attivo e direttivo, “insegna” al paziente cosa fare e come fare per stare meglio e uscire dal momento di crisi.

• Altri tipi di psicoterapie, dette dinamiche, vedono invece nel sintomo o nel disagio l’espressione di qualcosa che sta a monte, che non è stato colto dall’individuo in modo adeguato, o il segnale di un cambiamento in atto che non viene accettato. In questo ambito lo psicoterapeuta si pone in una situazione di ascolto e di attesa, partendo dal presupposto che è il paziente stesso a sapere e poter trovare quale sia la soluzione o l’evoluzione del proprio stato di difficoltà, ed è quindi essenzialmente un tramite non coercitivo che aiuta chi gli è di fronte a dipanare la propria matassa interiore.

• La psicoterapia analitica rientra all’interno di queste psicoterapie dinamiche. È un approccio fondato sul modello della Psicologia Analitica di Carl Gustav Jung (1875-1961). Jung fu un assiduo collaboratore e ammiratore di Freud e della sua psicoanalisi nei primi anni del Novecento, ma se ne distaccò intorno al 1913, criticando la pretesa che allora aveva Freud di ridurre il fondamento della vita psichica esclusivamente alla pulsione sessuale. Si può dire però, a grandi linee, che un punto di incontro cruciale tra le loro teorie sia la divisione della psiche in coscienza ed inconscio, il non identificare cioè l’essere umano con la sua parte cosciente e pensante, ma intendere l’io cosciente come il frutto di una vita inconscia sottostante, riassumibile nella nota immagine della “punta dell’iceberg”.

• In psicoterapia analitica così come in psicoanalisi la metodologia è fondata su incontri ripetuti, ciclici, cadenzati, al fine di stabilire una rapporto di fiducia in cui possano emergere i vissuti interiori attraverso l’analisi dei sogni, delle fantasie, delle immagini inconsce e delle relazioni significative che tenderanno a ripresentarsi nella relazione terapeutica.

3mc1_331APsicologia e psicoterapia analitica